Sul giornale

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Fondato nel 1866 dall’editore Edoardo Sonzogno, Il secolo è un quotidiano politico che introdusse molte innovazioni tecnologiche e tematiche nel giornalismo italiano. Nello spazio di un decennio, divenne il quotidiano nazionale più letto del paese, raggiungendo tirature di 200.000 copie durante gli anni ’80 e ’90 dell’Ottocento. Sorpassato in lettorato e rilevanza politica dalla fine degli anni novanta dal Corriere della sera, cessa di esistere nel formato originario nel 1923. Il secolo è il primo quotidiano italiano a inviare i propri giornalisti nei punti centrali degli eventi nelle grandi città (tribunali, ospedali, centrali di polizia) in modo da dipendere meno dai dispacci di agenzia per notizie locali e nazionali. Lo stile giornalistico cerca anche di essere meno rigido ed elitista dei suoi competitori, come è visibile in alcune (non tutte) delle sue rubriche regolari. Inoltre Il secolo dà molta importanza ai progressi tecnologici nel campo della stampa. Edoardo Sonzogno viaggia spesso in Francia e ne importa nuovi macchinari (le machine tipografiche “Marinoni” , in particolare) per accelerare e aumentare la produzione. A livello di contenuto, Il secolo presenta articoli di politica interna ed estera, rubriche dedicate a eventi correnti o a ricorrenze storiche, e cronache e reportage da diverse città italiane. Pubblica anche, secondo il modello dei quotidiani francesi, uno e più romanzi a episodi (feuilleton) in ogni numero. Il secolo è diretto da Ernesto Teodoro Moneta, futuro premio Nobel per la Pace (1907), dal 1867 al 1895. Tra i suoi collaboratori troviamo Ernesto Torelli Viollier, futuro co-fondatore del principale avversario de Il secolo, Il corriere della sera, e Felice Cavallotti, uno dei più ferventi garibaldini e democratici del post Unificazione. L’orientamento politico del quotidiano era, a grandi linee, di centro-sinistra. Edoardo Sonzogno era un democratico moderato; nato nell’alta borghesia milanese (sua madre era Teresa Crespi, parte della dinastia tessile della famiglia Crespi), la sua impresa editoriale inizia all’insegna dell’impegno sociale di un riformista che crede nell’importanza della diffusione di informazione e cultura ai cittadini di un’Italia recentemente unificata. Ma dopo l’assassinio brutale del fratello Raffaele, nel 1875 a Roma, Edoardo prende su di sè l’eredità intellettuale del fratello ed imparte al giornale un orientamento più esplicitamente democratico e meno centrista.

Feuilletons

Un giornale politico di concezione, Il secolo mira a raggiungere un pubblico più ampio pubblicando romanzi a episodi (di solito nella parte inferior della prima pagina), quasi sempre traduzioni di autori francesi. Questa iniziativa, derivata da quotidiani francesi come Le petit journal, fu molto gradita dal pubblico italiano de Il secolo. Di conseguenza, il giornale inizio a pubblicare più di un feuilleton alla volta. Per esempio, nei primi giorni di gennaio appaiono nello stesso numero La portatrice di pane di Saverio Montepin (Xavier de Montépin) e I milioni della principessa di Armando (Armand) Lapointe. Nel numero del 16 gennaio viene pubblicata la prima puntata di un terzo feuilleton, La signorina Blaisot Mario Uchard, insieme alle puntate de La portatrice di pane e I milioni della principessa. Il quotidiano pubblica tre feuilletons contemporaneamente dal 18 al 26 gennaio, ed in alcuni altri periodi durante il 1885.

Per informazioni sulle fonti storiche e/o accademiche su Il secolo e sullo Stabilimento, si vedano le Risorse.

Per informazioni sul contenuto dei nove mesi qui disponibili, in particolare sul contenuto mancante o su variazioni nella frequenza di pubblicazione, si veda Newspaper Content.

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